Rainer Maria Rilke. Orfeo, Euridice, Hermes. Incontro a partire dal volume di Mario Ajazzi Mancini

Giovedì 9 maggio 2019 ore 16
Sala Lettura MACRO ASILO 
Via Nizza, 138 – 00198 Roma

Riprendere Orfeo. Euridice. Hermes in traduzione, dopo alcune storiche versioni che hanno caratterizzato con risolutezza l’impatto di Rilke in Italia – da Leone Traverso e Vincenzo Errante, a Antonio Prete, passando per Giaime Pintor e molti altri – sarebbe impresa vana, addirittura sfrontatezza, se non si avvertisse un’urgenza ulteriore, simile a quella che ha animato una traduzione dei Sonetti qualche anno addietro. Rinnovato interesse che mette in relazione la scrittura rilkiana con alcuni tratti del pensiero psicoanalitico in merito non solo all’impatto della pulsione di morte – di cui la narrazione del poemetto è illustrazione -, ma soprattutto quel motivo orfico che lavora ogni storia d’amore. Amore possibile perché impossibile e fallimentare – tanto reale e urgente da mancare la presa e divenirne l’emblema: come nel transfert e nella traduzione (che per Freud, e non solo, hanno stesso nome: Ubertragung).

Dall’incontro (1904) con un bassorilievo raffigurante Orfeo, Euridice ed Hermes, copia romana di epoca augustea di un originale greco del IV secolo – prima a Roma e poi a Napoli, Rilke inizia a esplorare quel mito che lo condurrà alla scrittura dei Sonetti a Orfeo nel 1922. Il poemetto inaugura infatti la riflessione sulla dimensione invisibile della vita – “grande morte tanto nuova che niente comprendeva”. Euridice, figura di canto, nella caducità delle cose e degli affetti, vi scandisce il tempo, non solo della risalita degli inferi e della conclusione del mito famoso, ma anche dell’accostarsi, dell’aderire di una lingua alle proprie condizioni di dicibilità. Poesia. Di cui questa nuova traduzione cerca di restituire la necessità, vincolandosi al medesimo silenzio da cui sorge.

Partecipano con il curatore
Silvia Vizzardelli (docente di Estetica, università della Calabria)
Stefania Berutti (archeologa)
Micaela Ponti Guttieres (psicologa e artista – Aisthesis)

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