Osservatorio Critico

CONVERSAZIONI DI FUTUROLOGIA EVERSIVA – DA GIOVEDI 17 MARZO 2022

MANIFESTO D’INTENTI

Linguaggio. Tutto ciò a cui oggi assistiamo in termini di compressione della vita, di riduzione massiccia di quell’area del possibile in cui da sempre si gioca la partita singolare di ciascuna esistenza, accade poichè vi è stata negli ultimi cinquant’anni una profonda e radicale manipolazione della lingua, dell’habitat da cui sorge e in cui ritorna qualsiasi effetto di senso, ogni organizzazione della vita. Vogliamo dunque porci nell’orizzonte di contribuire a scardinare la meccanica delle parole ameba, del discorso permanente che perseguita il soggetto contemporaneo. E strapparne il tessuto depositando domande come detonatori, emozioni come fuochi accesi sulle ceneri del freddo, comprendere come la manipolazione della lingua, a cui segue quasi sincronicamente un’amministrazione omologante e mortifera della società, ha avuto luogo. Quali strategie, quali morti silenziose nell’architettura sia razionale che spirituale dell’occidente.

Rendere il senso. E’ necessario ripartire dall’incontro, incontro fra saperi, fra comunità, fra individui, senza definirlo a priori, lasciando perciò alla materia umana dell’incontro una certa libertà a pensarsi da sè. Rendere il senso significa considerare il suo effettivo farsi senza predisporlo, controllarlo a tutti i costi, restituendo al legame sociale il suo fondamento intessuto d’inconscio, la sua difficile, controversa, unicità.

Critica. La complessità del mondo contemporaneo – dagli strumenti tecnologici a disposizione di tutti alla politica degli algoritmi, da un’area d’azione del cittadino vincolata alla logica del lockdown alla possibilità di espansione, connessione, della propria mente sul mondo – richiede il sorgere di pensieri critici, di strumenti sempre più precisi e potenti d’analisi, di una comunitaria messa a disposizione di forze intellettuali al fine di non esserne, come individui e come comunità, vittime passive, in quanto non possediamo, ad oggi, una psicologia e una filosofia adeguate a comprendere, a significare la nuova dimensione plurale e connettiva del pensiero.

Educare. E non siamo disposti a rieducarci silenziosamente e in modo non problematico all’appiattimento del soggetto – delle sue maschere e del suo teatro – sulla concezione macchinale e tecnosanitaria dei corpi e degli spiriti, che oggi il discorso del potere propone come se questo fosse un destino e non un’intenzione, un progetto specifico. Dunque una resistenza a ciò, come la costruzione di un rifugio nella carcassa della cultura o nella mente del singolo individuo, non può che passare attraverso l’educazione ad una dissidenza pratica e teorica permanente. Si tratta di prendersi a forza uno spazio per immaginare il futuro, dove il destino confezionato dal pensiero unico può ancora essere ferito dalla destinazione di un desiderio collettivo, dalla sua invenzione.

Etica del sovvertimento. E’ urgente mettere in funzione dispositivi intellettuali e spirituali atti a depistare il pensiero convergente, per indirizzarlo verso i labirinti divergenti in cui avvengono le dispute fondamentali della ragione, e ove si può, se l’audacia riceve il premio della fortuna, essere sorpresi dall’irruzione dell’impensato. Questa esperienza, che può avvenire soltanto alla soglia finale del possibile, di sovvertimento critico del pensiero e della conoscenza a partire da una reiscrizione del sapere sul contemporaneo e di conseguenza su sé stessi, è ciò che si intende condividere in quanto necessità etica e cifra indispensabile da perseguire di questo tempo.

Corpo. La grande ragione. Frontiera e consistenza del reale, tempio vivente dei significanti: ascoltarne e difenderne le istanze proprie contro ogni riduzione ad oggetto. Corpo individuale, corpo collettivo come teatri dell’essere. Dare e prendere corpo, riconoscendo in tale movimento la sorgente più autentica del pensiero e il suo più autentico approdo. Interrogarne le mutazioni, le tentazioni, le oppressioni, le derive, le possibili vie di scampo.

Non-specismo ed ecosofie. Nell’urgenza di ripensare il posizionamento delle specie nel mondo, le relazioni intra e inter-specifiche e con la terra abitata. Necessità di rovesciare ogni legittimazione ideologica del dominio sull’umano e sul non umano, per concepire le possibilità di una universale comunità dei viventi.

Bellezza. Come scacco definitivo ai domìni provinciali dell’ego e dei saperi disciplinari. Il bello come potenza che si impone senza potere. Estetica innanzitutto come poetica dello stare, disarmati, complici con il mistero, con l’incatalogabile, con l’ingovernabile della sproporzione. Riconoscersi testimoni prima e ancor più che autori.

2022, Micaela Ponti Guttieres, Gabriele Dalla Barba, Andrea Menconi, Gerolamo Sirena

IL COLLETTIVO

Micaela Ponti Guttieres Psicologa e artista, è laureata in filosofia, in psicologia, e diplomata in arte drammatica. In parallelo all’attività artistica, si forma per oltre dieci anni in psicoanalisi ad orientamento lacaniano frequentando le principali associazioni romane. Coltiva interessi interdisciplinari nell’ambito delle teorie e tecniche della rappresentazione, concentrandosi in particolare sui rapporti tra teatro, filosofia e psicoanalisi. Nell’ambito del teatro di ricerca si forma, fra gli altri, presso Cònia, Scuola di tecniche della rappresentazione con Claudia Castellucci – Societas, la Scuola sul Gesto e il Paesaggio di Virgilio Sieni, frequenta laboratori con Chiara Guidi, Teatro Valdoca, Teatropersona, Grotowsky Workcenter, Muta Imago, Canti Misterici con Mauro Tiberi. E’ fondatrice di Aisthesis, con cui conduce diverse iniziative culturali e artistiche.
Gabriele Dalla Barba si forma come psicoanalista a Padova presso l’Accademia per la formazione. Tiene seminari e pubblica articoli sul rapporto tra psicoanalisi e mondo contemporaneo, e psicoanalisi e linguaggio poetico e letterario. Lavora diversi anni come drammaturgo e scrittore per il collettivo Amigdala, con il quale realizza numerose installazioni sonore presenti in festival internazionali.
Andrea Menconi dottore di ricerca in filosofia e docente di ruolo alle superiori. Si forma come psicoanalista con Giovanni Sias tra Milano e Firenze. Da anni è impegnato in un’intensa attività pubblica tra seminari e conferenze, nella divulgazione e nell’approfondimento della psicoanalisi come esperienza autonoma e originale. I suoi ambiti di indagine privilegiati sono la declinazione della psicoanalisi nel presente, il rapporto tra filosofia e politica, la traduzione come legame tra psicoanalisi, letteratura e poesia.
Gerolamo Sirena laureato in Filosofia presso l’Università Cà Foscari di Venezia alla scuola di Emanuele Severino. Ha svolto un’analisi personale integrata ad una formazione didattica e culturale in materia di psicoanalisi corredata da attività istituzionali in ambito scolastico e pubblico, con incarichi di progettazione, coordinazione e verifica di attività per l’infanzia, prima e tarda adolescenza. E’ stato Socio Fondatore dell’Associazione di cultura psicoanalitica “Psychoanalyseverein”, ri-costituitasi come “Istituto di Ricerca Scientifica Sigmund Freud”, Treviso, presso la quale ha operato sino al 2007. Dal 2008 ad oggi partecipa a diversi progetti associativi aventi quale scopo la conoscenza e la trasmissione del lascito teorico di Freud. Aderisce quindi all’AMP (Area Mediterranea di Psicoanalisi), a SOTTO LA MOLE, Torino (Associazione di psicoanalisi aderente all’ INTER-ASSOCIATIF EUROPEEN DE LA PSYCHANALYSE, Bruxelles) ad OPIFER, Milano (Organizzazione di Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro), ad ACCADEMIA PER LA FORMAZIONE, Padova, nonché al costituendo “Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Psicoanalisi”. Vive e lavora a Treviso.