L’anima primitiva e le sorgenti della rappresentazione. Laboratorio residenziale

29 agosto – 2 settembre 2018
Podere Soriano, Parrano (TR)
condotto da Micaela Ponti Guttieres

“Questo è raggiungere il più alto, 
ciò che forse ci darà il Cielo: 
non ammirazioni, né vittorie 
ma semplicemente essere ammessi 
come parte di una realtà innegabile, 
come le pietre e gli alberi”.
J. L. Borges

Per avvicinarci all’idea che il primitivo ha dell’uomo, cominceremo con l’esaminare i modi in cui si rappresenta quella degli altri esseri, animati e inanimati. Secondo l’antropologo Levy-Bruhl, per la mentalità primitiva, al di sotto delle diverse forme che esseri e oggetti assumono sulla terra, nell’aria e nell’acqua, esiste e circola una medesima realtà essenziale, una e multipla, materiale e immateriale. Tale realtà si sposta costantemente dagli uni agli altri ed è attraverso di essa che si spiega l’esistenza e l’attività di tutti gli esseri, la loro permanenza e metamorfosi. Gran parte dell’arte primitiva esprime con evidenza la partecipazione di un essere a più nature, o meglio, a più forme nel medesimo tempo. Gli indigeni del delta del Purari, chiamano “imunu” il principio presente ovunque come forza impersonale: è l’anima delle cose, ciò che fa sì che ciascuna cosa esista nella forma con cui la conosciamo e si distingua dalle altre. Che cos’è imunu? Le maschere, gli incantesimi, le antiche reliquie, le sculture grottesche, gli scherzi della natura. E così pure un albero eccezionalmente alto, i grandi fiumi, le rocce anamorfiche… Si tratta di oggetti o fenomeni bizzarri, misteriosi, straordinari o segreti, che incarnano una specie di potenza che l’uomo primitivo teme a causa della loro stranezza o pericolosità, che lusinga per ottenerne favori, o che custodisce con rispetto e devozione. Per il primitivo tutti gli oggetti animati o inanimati partecipano esattamente alla stessa essenza: quel che più importa non è l’ordinamento in classi, generi e specie, ma la possibilità di scoprire, negli oggetti che attirano l’attenzione, una certa qualità di presenza, un certo grado di intensità, una particolare disposizione della forza. Il primitivo non trova dunque nessuna difficoltà a concepire metamorfosi e trasformazioni del reale che a noi appaiono incredibili. Interrogare le sorgenti della rappresentazione significa attraversare il gioco delle trasformazioni. Gioco dagli esiti incerti, poiché se la natura ama nascondersi, anche l’origine difficilmente può separarsi dalle sue maschere.

Attività e direzioni di ricerca

Preparazione fisica ispirata agli elementi naturali del territorio. Mimesi vegetale e minerale. Metamorfosi elementale e mitologica Maschere e doppi
Ascolti e vedute. Danze e movimenti all’aperto basati su geometrie astronomiche. Coralità. Rapporto tra ritmo, armonia, movimento e voce. Studio evolutivo e simbolico sul gesto. Ricerca, composizione e relazione con oggetti “imunu”. Azioni artistiche legate alle specificità dei luoghi: boschi, sentieri, torrenti, anello delle Tane del Diavolo e Fosso del Bagno. Creazione di rappresentazioni performative, visive, plastiche, o sonore individuali e/o collettive

Il laboratorio è aperto a tutti gli interessati e non richiede competenze specifiche. E’ possibile portare e utilizzare il proprio strumento artistico. Le attività coinvolgono l’intera giornata, con momenti di pausa e ristoro.

Per informazioni e iscrizioni Tel. +39 339 8184136 Email ass.cult.aisthesis@gmail.com

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