Il contrario del sogno

di Micaela Ponti Guttieres 03/11/2023. Immagine Mark Rothko, Green on Blue © 1998 Kate Rothko Prizel & Christopher Rothko

Ho sognato, molti anni fa,

l’intuizione che la morte sia il contrario del sogno.

Nessuno sa che ti parlo

parlando all’anello che porto al dito

Se lo perdessi

parlerei alla mia mano

Se perdessi la mano

al moncone del mio braccio

E se perdessi il braccio, 

e la spalla

ancora ti parlerei

parlando all’ultima cellula del mio corpo, 

che è la promessa della tua durata in me.

Quando infine perderò anche il pensiero, il sentire, la vita

allora non parlerò più, non ci sarà bisogno.

Non più il plurale straziato degli esseri,

non più distanza dalle cose amate.

È strano abitare questo mondo 

da quando quel che amo è nell’altro,

migrato con piume assurde, come un uccello in fiamme, 

che ha svuotato tutto col vento della sua ala.

Eppure è da lì che era venuto, dove ora ritorna

da dove non si può vedere.

È mai stato davvero qui? È mai stato di questa piccola terra, il mio amore?

Da quando la soglia si è aperta

la morte non fa più paura, 

quasi chiama. Attende.

Ma senza fretta.

C’è ancora qualcosa da fare – dice –

in questo regno di sogno e separazione:

il nodo impossibile della bellezza e del dolore

che bisogna imparare a portare.

E che il mio spirito non contragga debiti 

e arrivi limpido alla soglia del tempo

quando sarà il suo momento

e tutto il tempo sarà salvato.

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