Skia 2019. La Scrittura del Fantasma

A cura di Mario Ajazzi Mancini, Matteo Bonazzi, Silvia Vizzardelli

In convenzione con
Università di Verona, Università della Calabria, Università di Milano-Bicocca, Kantoratelier, OT/Orbis Tertius, Aisthesis

Prima Edizione 2019 “LA SCRITTURA DEL FANTASMA

18-22 settembre 2019
Kantoratelier, via Senese 18, Firenze.

BANDO DI CONCORSO UNICAL (chiuso)

Ogni immagine è photo-grafia (scrittura di luce) e skia-grafia (scrittura dell’ombra). Lo sguardo è una sorta di diplopia, un vedere doppio. Ci porta a contatto con l’oggetto rappresentato, ma lo fa a partire da un punto cieco, da una zona d’ombra: quel luogo invisibile da cui sgorgano le lacrime. È per così dire un vuoto adagiato sul fondo dell’occhio, ma un vuoto generativo, plastico. Intorno a quel vuoto si disegnano fantasmi, spettri, forme ectoplasmatiche che accompagnano, come ombre, gli sguardi di luce. Dunque, al fondo di ogni sguardo c’è una cecità. Ed è una cecità-fonte. Nel 1990 il Museo del Louvre affidò a Jacques Derrida il compito di allestire una mostra, immaginando un percorso tra le opere del museo, in cui fosse evidente il suo parti pris: la sua scelta, la sua presa di posizione, il suo punto di vista. Non dunque un viaggio documentario tra le opere del Louvre, ma la risposta a una convocazione. Derrida risponde in prima persona. “Memorie di cieco” è la sua risposta. 

“Contrariamente a ciò che si crede di sapere, il miglior punto di vista è un punto fonte e un punto liquido, esso ritorna alle lacrime. L’accecamento che apre l’occhio non è quello che oscura la vista. L’accecamento rivelatore, l’accecamento apocalittico, quello che rivela la verità degli occhi, sarebbe dunque lo sguardo velato di lacrime. Esso né vede, né non vede, è indifferente alla vista offuscata. Implora: innanzitutto per sapere da dove discendano le lacrime e da chi esse salgano agli occhi. Da dove e da chi questo lutto o queste lacrime di gioia? E quest’acqua dell’occhio?” (Derrida, Memorie di cieco, p. 154).

Cinque giornate di lezioni, seminari, laboratori, spettacoli rivolti a studiosi, ricercatori, artisti, studenti, in un luogo-cripta, appartato e pieno di risonanze, per riflettere insieme su cosa significhi scrivere un fantasma.

Con: Mario Ajazzi Mancini, Matteo Bonazzi, Pietro Enrico Bossola, Alessandra Campo, Francesco Cappa, Domenico Cosenza, Vincenzo Culotta, Luciano De Fiore, Piersandra Di Mattteo, Viviana Faschi, Marcello Ghilardi, Federico Leoni, Stefano Marchesoni, Riccardo Panattoni, Micaela Ponti Guttieres, Alessandra Porfidia, Rocco Ronchi, Carlo Serra, Silvia Vizzardelli, Alberto Zino. Le performance saranno affidate a Mariangela Gualtieri e Chiara Guidi.